"MANIFESTO WorldWideGeneration"
in forMA DI saggio:
Questo capitolo non inizia con un luogo testimone tangibile.
La Worldwide Generation si alimenta del clima emerso
dal mondo globale e dalla rete comunicativa che negli
ultimi anni si è piuttosto
ampliata diventando di pubblico dominio. In questo
contesto, il concetto di identità ha subito
una trasformazione senza precedenti.
Il rapporto principale sulla superficie del globo
si manifesta nella recettività umana e non più solo nelle mutazioni economiche
e politiche. Per queste ragioni la Worldwide Generation
affronta una rottura con l'identità ereditata dalla tradizione indagandone
una nuova, capace di restituire un valore estetico e
di offrire una potente alternativa a chi
volendo custodirsi il più possibile rischia di orientarsi in uno spirito
conservatore.
La Worldwide Generation non si costituisce dunque in
un luogo specifico, questo proprio per dissolverne l'importanza
e per attivare un processo di cancellazione delle linee
di confine precostiuite. Essa trova nel mezzo di comunicazione
odierno per eccellenza
il proprio luogo di origine.
Essa non indaga tale mezzo, ma lo rende semplicemente
partecipe di un processo. La Worldwide Generation non
vuole essere un virus
che si nutre delle infezioni, ma al contrario
vuole essere attiva restituendo l'ossigeno all'arte
e con l'arte. La Worldwide Generation restituisce
all'opera un'identità ricca,
pluridisciplinare e complessa. Il suo valore estetico è costituito dall'idagine
della relazione che attraversa e
accomuna l'intera rete creativa mondiale.
Con questo manifesto, da qualche luogo il primo settembre
del 2006 si diffonde la Worldwide Generation.
Che gli artisti, i poeti, gli architetti, i curatori
gli editori e i distributori tutti auspichino la Worldwide
Generation.
Allan P., 1 settembre 2006