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SPAZIO 22
via Balme 22, Torino
a cura di Delia Gianti
dal 1° al 26 luglio 2008 Vernissage 1° luglio
dalle ore 19
Letizia Lomma presenta allo SPAZIO 22
PIENO D’ARIA
Letizia Lomma viene fuori da un sottosuolo di
materia inorganica.
Libera, come se l’ineluttabile esercizio di rimanere a circumnavigare
i confini del “vuoto” fosse una schiavitù inutile.
Questa necessità di sentire il “vuoto” come spazio esclusivo
per condensare ogni possibilità, frequente per l’artista contemporaneo
nel momento in cui cerca la relazione col mondo attraverso la propria azione
e creazione, in questo operare, si è come fisiologicamente riconvertito
nel contrario.
Dall’ossessione del nulla e il bisogno di rinfrancare il valore di ogni
singolo contenuto mentale, passando per l’esperienza performativa di “emersione
capovolta” sebbene non masochistica di Immaginatica (2007), ora in PIENO
D’ARIA grazie a un incontro “casuale” con forme e oggetti
consumati, rispettivamente i cerchi e le camere d’aria di vecchie ruote,
evidenzia una nuova prospettiva: partire da un desiderio di personale profondo
ascolto emotivo per immedesimarsi nei meccanismi attraverso cui ogni forma
si “riempie” per divenire “organica”, efficace.
Meccanismi che dopo un incipit impulsivo, irrazionale, attraverso l’aria
si trasfigurano in una metafora esistenziale concettualizzata solo a posteriori
- “metto in campo l'esperienza tratta dalla vita e della storia dei materiali
che la compongono e con i quali io ho semplicemente danzato…
La camera d'aria, ad esempio, serve a far mantenere in pressione la propria
copertura; somiglia un po' alla mia storia… e credo che assomigli anche
ad altre di storie“-
Spinta da una seduzione per la meccanica Letizia Lomma sottopone il materiale
al proprio gioco attraverso uno “straniamento identificativo” paragonabile
allo stesso che subisce il bambino percependo la prima volta la differenza
tra sé, lo spazio, il tempo, gli oggetti e la scoperta del senso del
loro movimento.
In questo rituale ludico necessario per l’artista, generato da un turbinio
di simboli latenti in cerca di risoluzione, una sirena verde posta ad un angolo
della stanza in cui è allestita l’installazione (fase culminante
di questa personale) lampeggia per richiamare lo spettatore al bisogno di massima
attenzione.
Ciò che accade nelle sculture apparentemente inerti, vecchie camere
d’aria che invitano all’incanto estetico dell’artista, suggestione
simbolica per cerchi e circonferenze (la predominante idea di circolarità e
l’eterno ritorno), costituisce un richiamo alla dinamica della materia,
un richiamo al movimento attraverso cui tutto, è stato e può ancora
essere.
Cerchio, aria e gomma sono il paradigma di un incastro emotivo e logico insieme
retto dall’azione dell’elemento chiave, il dispositivo universale
che serve a regolare ogni flusso (in pneumatica come in anatomia), la valvola.
“ In questa mia storia metaforica, la valvola assume le caratteristiche
del filtro;
verso l'esterno diventa il medium da cui si liberano le qualità espressive
o al contrario,
verso cui s'incamerano le esperienze. “
Dal funzionamento di essa Letizia Lomma determina il proprio intervento per
ripristinare il delicato equilibrio di movimento e forme, facendo scaturire
il senso dell’azione corroborante nelle sculture apparentemente “morte”.
È nella consapevolezza del ruolo di questo elemento che l’artista
opera.
E’ nella consapevolezza dell’intervento che si aprono i percorsi
dell’esistenza della materia di questi gesti scultorei.
Testo di Valentina Pellitteri |